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Art.38, M5s: “E’ giunto l'asso pigliatutto di Renzi”

16 dicembre 2014, 15:24

I consiglieri regionali del M5s, Leggieri e Perrino: “L’emendamento all’articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’ conferma lo ‘Sblocca Trivelle’ togliendo alla Regione Basilicata ogni potere in merito”.

(ACR) - “Dodici giorni dopo l'ormai famoso 4 dicembre – dicono Leggieri e Perrino - ci ritroviamo a parlare di ‘Sblocca Trivelle’ e ‘Sblocca Inceneritori’. Dopo la risoluzione ‘farsa’ approvata in Consiglio regionale che ‘decideva di non decidere’ e rimettersi al volere del sommo sovrano calato da Firenze, dopo la penosa pantomima dei presunti ‘assi’ nella manica di Pittella jr, è giunto, come ampiamente previsto e prevedibile, l'asso ‘pigliatutto’ di Matteo Renzi. Datato 12 dicembre 2014, con l'emendamento numero 9 alla legge di Stabilità 2015, Renzi cerca di ‘aggirare’ gli evidenti vizi di incostituzionalità che rendono l’articolo 38 insanabilmente distonico con l’articolo 117 della Costituzione, norma che, al comma 3 assegna alle Regioni (e non allo Stato) la potestà legislativa nelle materie di ‘legislazione concorrente’ come la ‘produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia’. Renzi riscrive il comma 1- bis del famigerato articolo 38, introducendo una presunta ‘intesa’ con le Regioni”.

“Basta, però, leggere il periodo finale – sottolineano i consiglieri del M5s - per capire che si tratta dell’ennesima furbizia legislativa renziana: qualora dovesse mancare l'intesa è prevista la remissione degli atti alla Presidenza del Consiglio la quale, entro sessanta giorni dalla rimessione, provvede con o senza l’ok della Regione interessata. Come a dire: Renzi ‘prende in giro’ ancora la Basilicata e i lucani. Ma non è finita qui: la spoliazione di poteri e prerogative ai danni delle Regioni continua con l’accentramento al Ministero per lo Sviluppo Economico delle autorizzazioni che riguardano il trasporto del petrolio fino alle raffinerie. E’ chiaro lo schiaffo di Renzi – continuano Leggieri e Perrino - anche ai poteri dei Comuni in materia ambientale; chiaro obiettivo è azzerare il Piano regolatore portuale adottato dal Comune di Taranto che escludeva l'allungamento del pontile petroli dell'Eni, una delle due opere necessarie per completare il progetto Tempa Rossa che prevede il trasporto fino a Taranto di crescenti quantità di idrocarburi estratti a Corleto Perticara e Gorgoglione”.   

“Scommettiamo – aggiungono Leggieri e Perrino - che adesso Marcello da Lauria parlerà di ‘fantastico successo’? Coerentemente supino al volere del ducetto di Firenze, Pittella jr continuerà a raccontare frottole ai lucani, ma la tristissima verità è che, senza impugnativa dinanzi alla Corte costituzionale, l’articolo 38 estromette completamente il popolo della Basilicata dal possesso, dal controllo, dalla difesa del proprio territorio. Pittella jr obbedisce a Renzi e trasforma i lucani, definitivamente, in sudditi proni al volere delle multinazionali petrolifere e dell’incenerimento dei rifiuti. Altrettanto prevedibili appaiono le prossime mosse della maggioranza pittelliana alla luce dell'ennesimo inutile (e offensivo) contentino concesso da Roma. L’improvvisa timidezza e ritrosia mostrata sul tema da Piero Lacorazza (fino a ieri, uno dei più critici verso l'articolo 38) è un chiaro segnale: il Pd lucano accetterà ben volentieri lo zuccherino renziano. Chi l'avrebbe mai detto che una nazione, come l’Italia, ricchissima dal punto di vista paesaggistico e climatico (sole e vento) e che poteva (doveva, per il M5s) puntare sulle fonti di energia rinnovabile, si è ridotta a spremere fino all'ultima goccia di petrolio ogni centimetro quadrato dello stivale e, in particolare, della Basilicata? Ma – precisano i consiglieri - non è solo l’articolo 38 a far rabbrividire. L'articolo 35 prevede l'introduzione tra ‘le infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale’ anche degli inceneritori, portando in dote la costruzione di nuovi impianti in aggiunta ai 55 già esistenti sul territorio nazionale,  impianti che potranno bruciare rifiuti anche da fuori regione. Questa norma (‘Sblocca Inceneritori’) è da tenere sotto stretta osservazione anche in vista delle decisioni in materia di rifiuti che il Consiglio regionale della Basilicata dovrà, a breve, prendere. Nella relazione del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata si legge: ‘Allo stato attuale, quindi, il sistema integrato di gestione dei rifiuti in Basilicata risulta essere in affanno per l'inadeguatezza impiantistica e soprattutto per la scarsa implementazione di raccolta differenziata e il perdurare di tali circostanze non consente l'ottimizzazione delle azioni ed il conseguimento dei diversi obiettivi previsti dall'attuale programmazione di gestione dei rifiuti’. Come verrà affrontata – proseguono Leggieri e Perrino - questa inadeguatezza dalla maggioranza pittelliana? Ancora una volta seguendo i diktat di Matteo Renzi? Oltre alle trivelle selvagge, dobbiamo essere pronti a ricevere rifiuti per poi bruciarli in inceneritori costruiti all'occorrenza?”.    

“Una Basilicata – concludono - trasformata in un territorio semidesertico, brullo, reso sempre più inospitale dall’inquinamento provocato dai rifiuti della filiera petrolifera e dagli inceneritori: cittadini lucani, è davvero questo il futuro che volete?”.










dt

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