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(RegioneInforma) "LA DISCRIMINAZIONE FA IMPAZZIRE":RUOLO DELLA COMUNITA' PER L'INTEGRAZIONE SOCIALE

11 agosto 2005

© 2013 - hpim1055.jpg

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(ACR) - "La discriminazione fa impazzire"…, ma quando il disagio mentale incontra la comunità si ha la vera integrazione. È quanto accade da anni nella piccola comunità di Trecchina, nel Lagonegrese, dove opera la casa alloggio per dimessi psichiatrici "Casina Rosa", gestita dalla cooperativa sociale Spes, aderente a Federsolidarietà/Confcooperative di Basilicata. In occasione della "Estate trecchinese", domenica 7 agosto, si è svolta la manifestazione: "La discriminazione fa impazzire", organizzata in collaborazione con la Azienda sanitaria locale n.3 di Lagonegro e il Dipartimento di Salute Mentale di Lauria e gli ospiti di Casina Rosa. "La discriminazione fa impazzire" è stato il messaggio che il mondo del disagio mentale ha voluto lanciare alla società "per l'integrazione sociale degli utenti psichiatrici e per combattere i pregiudizi sulla malattia mentale". Come ogni anno, questo importante appuntamento ha visto il coinvolgimento, non solo degli addetti ai lavori, ma di tutta la società civile: semplici cittadini, associazioni e famiglie. A Trecchina, si sono dati appuntamento anche gli abitanti di Nemoli, Lagonegro, Rivello e Lauria, che hanno dato vita a un'esibizione poco usuale: una gara di torte. Accompagnata dalle note di musica Jazz della Big Band Agro, che ha eseguito anche pezzi di Carosone e Michael Bublè, davanti a una giuria composta da dieci persone, tra cui i responsabili dei servizi sociali, esponenti dell'associazionismo locale, ospiti della casa alloggio, nonché dirigenti del Dipartimento della Azienda sanitaria locale, hanno "sfilato" le dodici torte in concorso, tutte originali per nomi e ingredienti. Prima classificata, la scelta è stata dettata dalla originalità, estetica e gusto, la cassata "Isola felice … Casina Rosa", preparata dall'unico concorrente maschio, Giovanni Schettini, studente di ingegneria il cui hobby è, proprio, la pasticceria. Dalle ore 18.00 alle ore 24.00, le circa 600 persone, alternatesi in piazza Marotta, non si sono certo sottratte alla degustazione anche dei famosi rosoli distillati proprio nella Casa alloggio e all'acquisto di souvenir, quali collane, borse e candele, esposti negli stand appositamente allestiti e realizzati nei laboratori di manualità che la cooperativa Spes di Trecchina promuove come strumenti riabilitativi, finalizzati alla socializzazione, all'integrazione sociale e all'inserimento lavorativo. La Casina Rosa ospita dal 1997 circa 15 persone, provenienti per la maggior dall'ex ospedale psichiatrico di Potenza e, grazie al lavoro e alla professionalità degli operatori e dei soci della cooperativa, gli ospiti sono in grado di vivere la comunità anche autonomamente, interagendo con i cittadini di Trecchina e, molte volte, entrando anche nei circuiti lavorativi che il territorio offre. Uno degli ospiti, infatti, dopo il suo percorso riabilitativo, è oggi impegnato in attività di manutenzione del verde pubblico gestite dal Comune di Trecchina, altri, invece, frequentano laboratori per la produzione di merletti, collane e candele che vengono poi vendute in occasione di manifestazioni come quella tenutasi a Trecchina. "A poco valgono le cure terapeutiche e riabilitative – ha sostenuto Michelina Tancredi, presidente della cooperativa sociale Spes – se queste persone non tornano a far parte della società, ed è, proprio, attraverso queste attività di animazione territoriale che vogliamo educare la società locale a esserci, a incontrarsi e a crescere insieme con i suoi abitanti, anche quelli più deboli, piuttosto che delegare la loro presa in carico a chi gestisce servizi riabilitativi". "Lavoriamo – ha sottolineato la Presidente della Cooperativa Sociale – affinché i familiari dei nostri utenti non si sentano soli ad affrontare le mille problematiche che la salute mentale comporta, quali la scarsità di risposte terapeutiche, le carenze del servizio pubblico, l'inadeguatezza delle strutture esistenti ma, soprattutto, la disinformazione, e molte volte proprio … "la discriminazione, che fa impazzire". Per Tancredi, "le Istituzioni devono assumersi le loro responsabilità in materia di sanità pubblica, ma, se si vuole rendere i dimessi psichiatrici liberi da una etichetta che li ha accompagnati per lungo tempo nella vita, non è sufficiente organizzare manifestazioni che per un giorno li facciano sentire uguali agli altri". "La vera inclusione sociale – è il pensiero di Tancredi - si raggiunge solo quando questi cittadini, alla pari degli altri, sono immessi nei circuiti sociali e lavorativi". "Questo obiettivo – ha concluso - si raggiunge sicuramente attraverso percorsi riabilitativi come quelli garantiti dalla Casa alloggio ma, nel contempo, sono fondamentali anche azioni di sensibilizzazione sociale e culturale e, soprattutto, di educazione alla solidarietà e all'accettazione della diversità senza etichette e pregiudizi". Alla manifestazione, patrocinata dal Comune di Trecchina, dalle Pro Loco di Trecchina e di Rivello, dall'Associazione di Volontariato "Noi e gli altri" di Nemoli e dall'Auser di Lagonegro, sono intervenuti il sindaco di Trecchina, Corrado Morelli, la responsabile del DSM di Lauria, Alfonsina Guarino, e il direttore generale dell'Azienda sanitaria locale n. 3, Mario Marra. (V.C.)

Redazione Consiglio Informa

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