lunedì, 24 apr 2017 21:00

Vai all'archivio
Stampa Invia

Manuale servizi socio-assistenziali, sì da IV Commissione

16 febbraio 2017, 19:24

Licenziata anche la proposta di modifica a una delibera relativa alle strutture residenziali e semiresidenziali psichiatriche. All’attenzione dell’organismo le problematiche relative all’Unibas con l’audizione della rettrice Aurelia Sole

© 2013 - Un momento dei lavori

© 2013 - Un momento dei lavori

(ACR) - Licenziata, oggi pomeriggio, dalla quarta Commissione consiliare presieduta da Luigi Bradascio (Pp) con parere favorevole all’unanimità, una delibera di Giunta relativa all’approvazione del manuale per l’autorizzazione dei servizi e delle strutture pubbliche e private che svolgono attività socio-assistenziali e socio-educative.

Prima della votazione finale (alla quale hanno partecipato i consiglieri Bradascio, Miranda Castelgrande, Spada, Lacorazza e Polese -Pd, Napoli -Pdl-Fi e Romaniello -Gm), erano stati auditi il dirigente generale del dipartimento Politiche della persona Donato Pafundi e il funzionario Gianni Pecol che hanno illustrato le modifiche apportate al documento in seguito alle richieste della Alleanza delle Cooperative sociali della Basilicata e alle osservazioni dell’Associazione strutture socio assistenziali della Basilicata.

“Il manuale – ha spiegato Pecol -  interviene solo in materia di autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi socio assistenziali e socio educativi ed inaugura un percorso che proseguirà con l’adozione del manuale di accreditamento e delle linee guida per l’affidamento e la contrattualizzazione dei servizi”.

Il manuale è un atto di esecuzione e di ulteriore specificazione rispetto a quanto previsto nel Nomenclatore interregionale degli interventi e dei servizi sociali e nella delibera di Giunta tesa ad attuare  le Linee guida per la formazione dei nuovi Piani intercomunali dei servizi sociali e socio-sanitari 2016-2018. Il documento, inoltre, definisce, i requisiti strutturali, organizzativi e funzionali minimi che le strutture e i servizi sociali, socio-educativi e socio-assistenziali devono possedere per essere autorizzati al funzionamento. Le norme si applicano alle strutture ed ai servizi sociali, socio educativi e socio assistenziali a gestione pubblica e a gestione privata, che siano rivolti a minori (interventi socio educativi e socio assistenziali, nonché integrativi o sostitutivi della famiglia); anziani (interventi socio assistenziali finalizzati al mantenimento ed al recupero delle residue capacità di autonomia della persona e al sostegno della famiglia); disabili (interventi  finalizzati al mantenimento e al recupero dell’ autonomia della persona,  al sostegno della famiglia, all’integrazione scolastica, sociale e lavorativa); persone con problemi che necessitano di assistenza continua e che risultano prive del necessario supporto familiare o per le quali la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o definitivamente impossibile o contrastante con il progetto individuale; adulti con problemi sociali per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente impossibile o contrastante con il progetto individuale; adulti e nuclei familiari, che si trovino in specifiche situazioni di difficoltà economica, connesse a forme di povertà, anche temporanee, difficoltà abitative, anche per provvedimenti privativi o limitativi della libertà personale attraverso regimi detentivi; cittadini stranieri immigrati e loro nuclei familiari.

La Commissione ha, poi, licenziato a maggioranza (voto favorevole dei consiglieri Bradascio, Miranda Castelgrande, Polese, Lacorazza e Spada; astensioni di Romaniello e Napoli), una delibera di Giunta che propone modifiche alla delibera del Consiglio regionale n.317 del 24 luglio 2012 relativa alla strutture residenziali e semiresidenziali psichiatriche. Aggiornata la dotazione dei posti letto residenziali per le Aziende sanitarie che passa da 230 a 340 posti letto (250 per l’Asp e 90 per l’Asm). Stabilito che le Aziende sanitarie dovranno provvedere alla ripartizione dei posti tra l’area terapeutico-riabilitativa e l’area socio-riabilitativa, garantendo per la prima almeno il 20 per cento dei posti complessivi. Fissato, inoltre, quale requisito strutturale delle strutture psichiatriche con funzioni terapeutico-riabilitative e socio-riabilitative un numero massimo di posti letto pari a 20 per modulo.

Successivamente, all’attenzione dell’organismo consiliare, le problematiche riguardanti il sostegno all’Università degli studi della Basilicata per la promozione di uno sviluppo regionale di qualità. La commissione, su richiesta del consigliere Lacorazza, ha audito la magnifica rettrice Aurelia Sole.

“La situazione creditizia dell’Unibas nei confronti della Regione Basilicata – ha spiegato la rettrice – si attesta intorno a 38 milioni di euro (23 mln per il 2015, 10 mln per il 2016 e 5 mln per il 2017). L’assenza di questi trasferimenti porta a squilibri di bilancio e a un livello di cassa preoccupante. Il finanziamento regionale – ha proseguito Sole – nel tempo si è sostituito a quello ordinario dello Stato, diventando estremamente importante per l’esistenza dell’università. Fondi che servono per l’attività di ricerca ma anche per le diverse esigenze dell’ateneo lucano. Il metodo nazionale – ha precisato - ci penalizza”. La rettrice ha poi parlato del regime di tassazione degli studenti (“è stato deciso di non aumentare le tasse perché circa il 43% dei nostri studenti ha un Isee al disotto dei 15mila euro”), delle agevolazioni per gli studenti meritevoli e delle penalità per i fuori corso oltre il primo anno, dei dottorati industriali e dei dottorati riservati a studenti meritevoli con gravi patologie. Aurelia Sole ha fatto riferimento anche alla sentenza della Corte d’Appello che intima l’Unibas di pagare 2,8 mln di euro ai lettori di madre lingua.

Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Lacorazza, Napoli e Romaniello che hanno auspicato ulteriori incontri, anche con il Senato accademico, per approfondire le questioni e cercare soluzioni adeguate.

La Commissione consiliare, dopo aver preso atto della trasmissione del Piano delle attività 2016 della Fondazione Matera-Basilicata 2019, ha deciso di rinviare alla prossima settimana la votazione di due proposte di legge. La prima, d’iniziativa dei consiglieri Polese e Robortella (Pd) inerente interventi della Regione Basilicata per prevenire e contrastare il fenomeno mobbing e lo stress psico-sociale sui luoghi di lavoro; la seconda, d’iniziativa del consigliere Romaniello relativa alla tutela delle famiglie monoparentali, dei coniugi separati o divorziati, in condizione di disagio economico e sociale.

Erano presenti ai lavori oltre al presidente della Commissione Bradascio (Pp), i consiglieri Miranda Castelgrande, Lacorazza, Spada, Polese (Pd), Romaniello e Pace (Gm), Rosa (Lb-Fdi) e Napoli (Pdl-Fi).










rn

Commenta la notizia

Per poter commentare i contenuti devi essere registrato a Consiglio Informa.
Se sei già nostro utente ACCEDI altrimenti REGISTRATI

argomenti di interesse

Per visionare il contenuto è necessario installare Adobe Flash Player

contenuti correlati

SPECIAL OLYMPICS, MOLLICA: SPORT PER L’INTEGRAZIONE

Il presidente ha partecipato alla convention regionale

Registro Associazioni fenomeni migratori, sì da IV Ccp

Al registro, tenuto presso il dipartimento Presidenza della Giunta regionale, possono iscriversi associazioni o altri enti ed organismi privati, senza scopo di lucro, che abbiano sede operativa in Basilicata

Pdl tutela famiglie monoparentali, sì da quarta Commissione

La proposta di legge, di iniziativa dei consiglieri Romaniello, Spada...

Lucani nel mondo, approvato il Piano triennale 2017-2019

Nel corso dei lavori della Commissione regionale dei Lucani nel mondo...