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Salone del libro, gli editori lucani si raccontano

19 maggio 2017, 17:06

Magister, Lavieri, Universosud e Giannatelli hanno presentato le ultime produzioni. Si è discusso di Matera 2019, di antichi mestieri, e di un progetto di rigenerazione delle periferie. L’apprezzamento di Mollica per il prezioso lavoro degli editori

© 2013 - un momento del salone del libro

© 2013 - un momento del salone del libro

(ACR) - Ad aprire la seconda giornata made in Basilicata alla trentesima edizione del Salone internazionale del libro di Torino la presentazione del libro fotografico “Matera. Immagini del tempo” di Peter Strebel, Edizioni Magister 2017. “Un lavoro tutto giocato sulle luci, sui contrasti, sulle profondità e sul senso onirico”,  così Roberto Mutti, critico fotografico e autore della prefazione del volume descrive le immagini del fotografo finlandese Peter Strebel. “Occorre uno sguardo che proviene dall’esterno – ha sottolineato Mutti -  ma che è profondamente vicino a quel soggetto così insolito e attraente come i Sassi di Matera per realizzare una ricerca originale. Il fotografo finlandese usa la fotocamera come no strumento consapevolmente finalizzato a una visione soggettiva, dove l’aspetto emotivo assume un ruolo centrale. Un lavoro governato dalla luce, una luce che sembra quasi un fato puntato su una nuda scena teatrale. Una luce che entra in maniera poetica e, insieme al bianco e nero, racconta una città del passato che vive nel presente e che vivrà sicuramente nel futuro”.

Nel pomeriggio una insolita performance, “Conciorto” a cura di Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone. Il fortunato duo (Bagini, è anche autore di programmi radiofonici per Radio2Rai, mentre Gian Luigi Carlone, è  membro fondatore e colonna portante della Banda Osiris) ha messo in scena le verdure. Un concerto-spettacolo, un vero “live in the garden” dove hanno suonato melanzane, carote, zucchine, cetrioli dolci, flauti traversi, sax e chitarre. Il “Conciorto” – spiegano Bagini e Carlone – è il racconto dei sentimenti delle verdure che suoniamo dal vivo, unito al racconto degli orti degli altri, ovvero gli orti di personaggi noti come david byrne, damon lalbarn, francois truffato e altri.

A seguire la presentazione di “Altri tempi. Attività e mestieri svaniti” di Paolo Frescura, edizioni Magister. L’autore, con lavoro certosino, ha recuperato la memoria di un mondo lavorativo uscito di scena, descrivendo gli antichi mestieri lucani tra i quali l’acquaiolo, l’arrotino, il banditore, il carbonaio, l’impagliasedie, l’oste, la praticona, lo spazzacamino, il venditore di granite e il venditore di petrolio. “Un lavoro emozionante – ha detto il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Francesco Mollica – intervenuto alla presentazione, perché permette di fare un tuffo nel passato, e ricordare il prezioso lavoro svolto dagli artigiani. Una testimonianza che contribuisce a rafforzare l’identità, preziosa ricchezza per ogni uomo. L’identità di un popolo è un sentimento che va alimentato quotidianamente, un sentimento che consente di far tesoro dell’esperienza passata e meglio affrontare il futuro”.

Le Edizioni Universosud hanno portato all’attenzione del pubblico torinese “Le città Invincibili. L’esempio di Matera 2019” del giornalista Serafino Paternoster. In una sorta di diario di bordo l’autore racconta come è nata la candidatura e come si è sviluppata attraverso progetti e attività che dal 2010 al 2015 hanno portato Matera a conquistare visibilità a livello  nazionale e internazionale, sconfiggendo pregiudizi e capovolgendo il paradigma di un Sud piagnone e immobile. “Le città, scrive Paternoster, hanno un corpo e un’anima. E come il corpo e l’anima non possono restare immobili, ferme, ancorate alla loro storia. Se non cambiano non crescono. I cittadini e le politiche pubbliche non possono fermare il loro cammino, ma devono saper governare il cambiamento costruendo idee e azioni attraverso una programmazione strategica capace di guardare lontano. “Un lavoro di preziosa analisi, quello di Paternoster – ha affermato il presidente Mollica – che potrà sicuramente servire alle città italiane che si candidano a capitali della cultura, ma anche alle Istituzioni pubbliche che dall’esperienza di Matera potranno trarre dei consigli per meglio programmare le politiche urbane e culturali. Condivido pienamente quanto dice Paternoster, quando afferma che “le città candidate non devono essere solo belle. Non basta avere una ricca storia, uno straordinario patrimonio culturale, un paesaggio unico, ma occorre costruire un modello di cambiamento e una visione di futuro per diventare davvero invincibili”.

Nella vetrina di Edizioni Giannatelli, “Amabili Confini – i racconti dei quartieri”, a cura dei componenti di “Amabili Confini”. Si tratta di un progetto sociale di rigenerazione delle periferie di Matera attraverso la narrazione collettiva, il cui tema nella sua prima edizione 2016 è stato “Racconta i tuoi confini”.  Le famiglie e i nuclei affettivi dei quartieri periferici di Matera con i loro racconti sono diventati i protagonisti di una iniziativa di cultura partecipata. I racconti sono stati abbinati a sette prestigiosi scrittori italiani che incontrando gli abitanti dei quartieri hanno piantato un seme di bellezza nella comunità.

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