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Rosa: “Le strane relazioni tra Regione Basilicata ed Eni”

19 giugno 2017, 14:37

Il consigliere regionale di Lb-Fdi: “La partita di giro che ‘beffa’ i Lucani: 480.000 euro da Eni alla Regione Basilicata tornano ad Eni tramite la Fondazione Mattei”

(ACR) - “L’Eni dà soldi alla Regione Basilicata e poi se li riprende tramite la Fondazione Mattei. Questo è in sintesi quanto è emerso dalla risposta dell’assessore Pietrantuono alla nostra interrogazione sul progetto delle azioni di comunicazione previste dagli Accordi del 1999”. E’ quanto affermato dal capogruppo consiliare di Laboratorio Basilicata – Fratelli d’Italia, Gianni Rosa, che prosegue: “dopo lo scandalo del numero di telefono dell’Osservatorio ambientale della Val d’Agri intestato all’Eni, pensavamo di aver visto tutto. Invece, le strane ‘relazioni’ tra la Regione Basilicata e la società petrolifera non finiscono mai di stupirci”.

“Parliamo – dice Rosa - di 480.000 euro che l’Eni deve dare alla Regione Basilicata per la realizzazione di un vero e proprio piano di comunicazione delle attività di compensazione ambientale e delle azioni e degli interventi con i relativi risultati prodotti. Prima, questo programma era in capo al Dipartimento programmazione e finanze. Con la delibera di Giunta regionale n. 1221 del 26 ottobre 2016, il soggetto attuatore diventa la Fondazione Mattei. In pratica si tratta di una partita di giro: Eni-Regione Basilicata-Fondazione Mattei, ovvero Eni”.

“L’Assessore – aggiunge Rosa - giustifica tutto dicendo che l’attuazione del programma di comunicazione verrà garantito in via prioritaria dagli addetti che operano presso l'Ufficio Comunicazione dell'Ufficio Stampa e che, però, il soggetto attuatore è individuato nella Fondazione perché ha ‘una struttura in possesso di dotazioni adeguate a garantire un'efficace acquisizione delle informazioni necessarie alla realizzazione’. Le solite ‘balle’ – rimarca Rosa - per mascherare assunzioni di collaboratori. Infatti, è esplicitamente previsto che la Fondazione potrà avvalersi di consulenze e di collaborazioni esterne per il ‘supporto operativo’. Ma la Fondazione non è il soggetto attuatore perchè ha la dotazione adeguata ad acquisire le informazioni? La verità è che la Regione ‘restituisce’ i soldi all’Eni per il tramite della Fondazione e l’Eni ‘ricambia’ il favore assumendo qualche collaboratore che non può essere assunto per i vincoli legislativi in materia di co.co.co”.

“Siamo di fronte alle solite prassi vergognose dell’era Pittella che si fanno beffa del diritto all’informazione doverosa e imparziale sulla situazione dell’ambiente in Val d’Agri. A quando un Governo che tuteli tutti i cittadini e non solo gli amici? A quando un Governo che faccia dell’ambiente e della salute le sue priorità? Purtroppo – conclude Rosa - dobbiamo constatare che se ne riparlerà alla fine della consiliatura”.

dt

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