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Itrec, Castelluccio: Arpab eviti di scaricare responsabilità

13 settembre 2017, 14:39

Per il Vice presidente del Consiglio regionale “è incomprensibile il comportamento dell’Arpab che si limita a fornire prescrizioni per mettere in sicurezza la ‘migrazione’ del Cromo VI all’esterno dell’immobile Enea a Rotondella”

(ACR) - “Troppo facile per l’Arpab scaricare sulla Provincia di Matera compiti e funzioni di controllo sull’Itrec di Rotondella dopo aver confermato che l’allarme di contaminazione delle sorgenti è più che reale e serio”. Lo afferma il vice presidente del Consiglio regionale, Paolo Castelluccio (Pdl -Fi).

“Le notizie diffuse dalla stessa Sogin che dovrebbe anch’essa non limitarsi a segnalazioni – continua Castelluccio – aprono un nuovo fronte dell’emergenza ambientale in Basilicata oltre a quello storico segnato dall’attività petrolifera in Val d’Agri e del Centro Cova di Viggiano. Anche per la comunità di Rotondella e del Metapontino come per quelle della Val d’Agri è necessario fare chiarezza perché il ‘tavolo trasparenza sito scorie nucleari’ insediato già da tempo presso la Presidenza della Giunta regionale per monitorare la complessa e troppo lunga fase di smantellamento del deposito dei fusti radioattivi custoditi a Rotondella non può limitarsi ad incontri periodici e scientifici senza affrontare i problemi concreti che si ripercuotono direttamente sui cittadini e le attività produttive, in primo luogo quelle agricole”.

“Non si sottovalutino – dice Castelluccio - gli effetti devastanti che si potrebbero scaricare sulle produzioni agricole di qualità dell’agro di Rotondella che già in passato ha subito penalizzazioni sino ad autentici ‘respingimenti’ dei mercati. Parliamo di albicocche, pesche, fragole, produzioni ortofrutticole di grande pregio. Per questo è incomprensibile il comportamento dell’Arpab che si limita a fornire prescrizioni per mettere in sicurezza la “migrazione” del Cromo VI all’esterno dell’immobile Enea a Rotondella, fingendo di non sapere che la Provincia di Matera non ha strumenti, mezzi, personale, fondi adeguati e che fatica persino a garantire i servizi essenziali da erogare ai cittadini”. 

“La situazione – sottolinea il vice presidente del Consiglio regionale - ha toccato aspetti che non consentono lo scaricabarile di responsabilità e richiedono la definizione dei compiti di controllo che chiamano in causa direttamente anche il Dipartimento Ambiente della Regione, il Governo regionale e quello nazionale”.  

dt

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