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Politica sanitaria e sport, audizioni in quarta Commissione

14 settembre 2017, 18:42

Ascoltati i responsabili del Dipartimento “Politiche della persona “ ed il dirigente generale del Dipartimento “Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca”

© 2013 - Momento dei lavori. Audizione Marchese

© 2013 - Momento dei lavori. Audizione Marchese

(ACR) - Continuano in quarta Commissione consiliare (Politica sociale), convocata da Luigi Bradascio, le audizioni in merito al Piano sanitario regionale. Nella seduta odierna si è discusso anche di sviluppo e pratica sportiva.

I responsabili del Dipartimento “Politiche della persona”, Giuseppe Montagano e Gabriella Sabino, hanno illustrato, riprendendo quanto detto nella precedente seduta della Commissione dal dirigente generale Pafundi,  le modifiche apportate ad un provvedimento della Giunta che riguarda la “Definizione dei requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi delle strutture sociosanitarie”. Si tratta di un vero e proprio manuale che costituisce il riferimento per le residenze sanitarie assistenziali per anziani e disabili, per le strutture residenziali psichiatriche e le comunità terapeutiche – riabilitative per tutti i tipi di dipendenza ai fini dell'autorizzazione all’apertura e declina i requisiti tecnologici, organizzativi e strutturali. L’obiettivo fondamentale, per le residenze, ed in particolare per quelle rivolte alla salute mentale, è quello di prevedere piccole strutture. Nell’ambito dell’assistenza sociosanitaria il Servizio sanitario nazionale garantisce assistenza residenziale extraospedaliera ad elevato impegno sanitario, assistenza residenziale e semiresidenziale per utenti non autosufficienti, nella fase terminale di vita, per minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico e del neurosviluppo, con disturbi mentali, con disabilità e con di pendenze patologiche. In particolare, le residenze sanitarie assistenziali accolgono utenti con patologie non acute, ma che necessitano di supporto alle funzioni vitali e/o gravissima disabilità, non autosufficienti con esiti di patologie fisiche, psichiche, sensoriali o miste, non curabili a domicilio, portatori di patologie geriatriche, neurologiche e neuropsichiatriche, in condizioni di cronicità e/o relativa stabilizzazione delle condizioni cliniche. Erogano prestazioni residenziali ( a ciclo continuativo) e semiresidenziali (a ciclo diurno) con livelli diversi di assistenza medica, infermieristica e riabilitativa, accompagnata da un livello ‘alto’ di assistenza tutelare ed alberghiera. Si differenziano in Residenza sanitaria assistenziale intensiva, Residenza sanitaria assistenziale per non autosufficienti, Residenza sanitaria assistenziale per disabili ed in Residenza per utenti affetti da disturbi mentali. Le Rsa possono comprendere le tipologie intensive per non autosufficienti e per disabili con una capacità ricettiva massima non superiore a 120 posti letto complessivi, comunque organizzati in ‘nuclei o moduli’ di massimo 20 utenti. Le Rsa per disturbi mentali hanno una capacità ricettiva massima non superiore ad 80 posti letto complessivi, comunque organizzati in ‘nuclei o moduli’ di massimo 20 utenti/pl. Tra le residenze sociosanitarie sono previste le residenze per utenti affetti da dipendenze patologiche e le residenze per utenti nella fase terminale della vita.

La Commissione ha approvato tre emendamenti proposti dal presidente Bradascio con il voto favorevole dei consiglieri Miranda Castelgrande, Lacorazza e dello stesso presidente Bradascio. Si sono astenuti i consiglieri Romaniello e Perrino.

Il parere sull’intero provvedimento è stato rinviato alla prossima seduta di Commissione per ulteriori approfondimenti anche in presenza di proposte riguardanti altre modifiche.

Il dirigente generale del Dipartimento “Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca”, Giandomenico Marchese, ha esplicitato i punti fondamentali del "Piano regionale annuale per lo sviluppo dello sport 2016", terza annualità del Piano 2014 – 2016. Occorre recuperare tutto il gap economico relativo agli anni precedenti per una programmazione basata su due componenti strutturali: le infrastrutture che comportano una spesa pari a circa i milione e 90omila euro ed i contributi ad enti, scuole, associazioni differenziati in più schede per un importo complessivo di 1 milione 418mila euro. L’Europa ha riconosciuto una stretta connessione tra lo sport ed i diritti sociali, cioè quei diritti che sono di interesse per la collettività perché orientati alla tutela della persona, dal momento che lo sport è innanzitutto attività umana. Con la promozione di azioni per lo sviluppo della pratica sportiva ed il sostegno alla diffusione della cultura dello sport che costituiscono gli obiettivi primari del Piano per lo Sport 2016, la Regione Basilicata si è mossa in questa ambiziosa direzione, pur nella consapevolezza che l’attuale situazione di crisi economica non favorisce un adeguato aumento delle risorse da attribuire al settore. Diventa, pertanto, essenziale sviluppare un disegno programmatico degli interventi, basato su un principio di ottimizzazione delle risorse e di sussidiarietà tra tutti i soggetti istituzionali che, a vario titolo, contribuiscono alla promozione ed al sostegno dello sport in Basilicata. Con la consapevolezza che l’attività sportiva comporta vantaggi diffusi sul piano sanitario, sociale, culturale ed economico, la Regione ha realizzato una programmazione capace di coinvolgere, valorizzare e supportare, quanto più possibile, l’intero potenziale di energie presenti sul territorio. In tale prospettiva il Piano 2016 si prefigge di esercitare, con le modalità e nelle forme più incisive, il ruolo di coordinamento, di indirizzo e di programmazione della Regione Basilicata nel campo delle politiche dello sport, rafforzando l’azione e garantendo il concorso finanziario verso interventi di qualità che comportino, ai vari livelli, l’impegno del complesso sistema sportivo regionale.

Nel corso dei lavori sono intervenuti i consiglieri Romaniello che ha sottolineato la necessità di dare spazio a più discipline sportive, vedi il tiro con l’arco, Lacorazza che ha sostenuto l’importanza di capire la reale relazione tra impiantistica e bacini di utenza, Napoli che ritiene indispensabile fare una disamina precisa sui risultati ottenuti, sugli eventuali dati di crescita circa l’aumento della pratica sportiva e lo sviluppo della platea interessata, Pace che ha posto l’accento sulla capacità annuale di spesa con la dovuta distinzione tra spesa per l’impiantistica e spesa per la pratica sportiva tout court.

Hanno partecipato ai lavori della quarta Commissione, oltre al presidente Luigi Bradascio (Pp), i consiglieri Giannino Romaniello e Aurelio Pace (Gm), Giovanni Perrino (M5s), Michele Napoli (Pdl-Fi), Carmine Miranda Castelgrande, Piero Lacorazza, Achille Spada (Pd).

dt

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