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Legge elettorale, in prima Ccp avviato esame emendamenti

16 maggio 2018, 16:59

Illustrate la proposta di modifica di Benedetto, Romaniello e Mollica alla proposta di legge di Lacorazza. Su premio di maggioranza e sostituzione incompatibilità fra ruolo di consigliere e assessore sarà chiesto un parere all’Issirfa - Cnr

© 2013 - 1.5.2018_Riunione della prima Commissione, il presidente Piero Lacorazza

© 2013 - 1.5.2018_Riunione della prima Commissione, il presidente Piero Lacorazza

(ACR) - Abolizione del listino, soglia massima del 60 per cento per ogni genere nella composizione delle liste, la doppia preferenza di genere e ‘sospensione temporanea’ dei consiglieri nominati assessori: sono queste le principali novità contenute nella proposta di legge sul “Sistema di elezione del presidente della Giunta e dei consiglieri regionali” presentata da Piero Lacorazza. Nella prima Commissione (Affari istituzionali), di cui lo stesso Lacorazza è presidente, è iniziato oggi l’esame del testo e degli emendamenti presentati dai consiglieri Benedetto, Romaniello e Mollica.

All’art. 2 (Elezione diretta del presidente della Regione), Benedetto propone che vengano eletti consiglieri i candidati alla carica di presidente che, pur avendo perso le elezioni, abbiano conseguito almeno il 10 per cento dei voti, e non solo il candidato presidente della coalizione risultata seconda, come accade oggi. Romaniello propone inoltre che, qualora il candidato presidente non eletto si dimetta dalla carica di consigliere, il suo seggio venga assegnato con la regola dei maggiori resti fra le liste che lo avevano sostenuto. Diversa l’impostazione di Mollica, che propone di abrogare entrambe le norme.

Romaniello propone di eliminare il premio di maggioranza (Art. 3 - Elezione dei consiglieri regionali e rappresentanza di genere) e di conseguenza (Art. 4 - Circoscrizioni elettorali e ripartizione dei seggi) di assegnare 14 seggi “alle circoscrizioni elettorali in misura proporzionale”, ed i restanti 6 seggi “con sistema maggioritario uninominale ad un turno sulla base di 6 collegi, 4 nel territorio della provincia di Potenza e 2 nel territorio della provincia di Matera”.

Sempre all’art. 4, Benedetto propone invece di modificare le circoscrizioni, che nel testo coincidono con le Province di Matera e Potenza, uniformandole a quelle definite recentemente per l’elezione del Parlamento (Potenza – Lauria e Matera – Vulture Melfese), e chiede di diminuire il numero di firme necessarie per la “presentazione delle candidature a presidente della Giunta regionale” (Art. 6) e per la “presentazione delle liste elettorali” (Art. 7), portandole, rispettivamente, da “non meno di mille e non più di millecinquecento” per il presidente e “da non meno di cinquecento e da non più di mille” per le liste. Propone inoltre di esentare dalla presentazione delle firme i partiti che nelle ultime elezioni hanno presentato candidature ottenendo almeno un seggio alle elezioni politiche o europee o che siano collegati a gruppi politici già presenti in Consiglio regionale. Per Mollica, invece, le firme per la presentazione delle liste dovrebbero essere “non meno di trecento e non più di seicento” e dovrebbero essere esentate dalla presentazione delle firme le liste che nella precedente legislatura avevano un proprio rappresentante in Consiglio regionale.

Benedetto propone anche di modificare un comma dell’art. 10 (Candidature e liste dei candidati) prevedendo che un candidato possa presentare la propria candidatura in una sola lista “e in due circoscrizioni” (e non in una come prevede il testo di Lacorazza), mentre Romaniello propone che il ruolo di presidente e il ruolo di consigliere “non possa essere esercitato per più di due mandati consecutivi” e che venga ritenuto “non candidabile alla carica di consigliere regionale chi ha esercitato la funzione di assessore esterno nella Giunta regionale della legislatura precedente al voto”.

Per quanto riguarda la “manifestazione del voto” (Art. 17) sia il testo di Lacorazza che l’emendamento proposto da Benedetto prevedono, con formulazioni diverse, la possibilità della doppia preferenza di genere e del voto disgiunto (per un presidente e una lista ed esso non collegata), mentre Romaniello, in coerenza con l’emendamento che propone l’istituzione di 6 collegi uninominali, prevede che “il voto espresso per il candidato presidente e per il candidato consigliere al collegio uninominale collegato è attribuito solo agli stessi” e che “il voto espresso al candidato consigliere del collegio uninominale è automaticamente attribuito anche al candidato presidente collegato e viceversa”.

Romaniello propone inoltre di modificare la “clausola di sbarramento” prevista all’art. 19 (del 4 per cento per le singole liste e del 2 per cento per le liste collegate ad una coalizione che ha superato l’8 per cento), riducendola al 3 per cento. Di uguale avviso Mollica, che propone anche di portare al 10 per cento la soglia di sbarramento per le coalizioni.

Romaniello propone anche di eliminare l’art. 24 del testo proposto da Lacorazza (Surroga dei consiglieri assessori), che prevede la sospensione temporanea dalla carica di consigliere e la conseguente surroga con il primo dei non eletti dei consiglieri nominati assessori. Quanto infine alla “cause di ineleggibilità ed incompatibilità” (Art. 25), Benedetto propone la “non candidabilità di parlamentari ed europarlamentari in carica” mentre Mollica chiede la non candidabilità di sindaci e assessori dei Comuni capoluogo e dei Comuni con più di 15 mila residenti, prevista invece dal testo di Lacorazza.

Nel dibattito che è seguito all’illustrazione del presidente Lacorazza sono intervenuti i consiglieri
Romaniello, Mollica e Benedetto. Al termine della riunione Lacorazza ha annunciato che nella prossima riunione della prima Commissione del 23 maggio è prevista l’audizione della presidente della Commissione regionale per le pari opportunità Angela Blasi, precisando che “il termine ultimo per la discussione e l’eventuale approvazione del testo in Commissione è il 6 giugno, poi la parola passa al Consiglio regionale”. Lacorazza ha anche annunciato che chiederà all’Issirfa – Cnr, tramite la presidenza del Consiglio regionale, un parere sul tema del limite eventuale del premio di maggioranza e sulla incompatibilità tra la funzione di assessore e di consigliere, norma quest’ultima prevista nelle leggi elettorali del Molise e della Lombardia. Gli uffici del Consiglio regionale svolgeranno inoltre i necessari approfondimenti sull’impatto, ai fini dell’assegnazione dei seggi, dei metodi D'Hondt e Imperiali. Lacorazza ha inoltre sottolineato che all’art. 5 andrebbe prevista una norma per mettere a carico della Regione i costi delle elezioni, da discutere anche nell’ambito dell’imminente esame della manovra di bilancio.

Oltre a Lacorazza, hanno partecipato alla riunione i consiglieri Vincenzo Robortella (Pd), Antonio Bochicchio (Psi), Paolo Galante (Ri), Gianni Rosa (Lb-Fdi), Giuseppe Soranno (Pp), Gianni Leggieri (M5s), Giannino Romaniello ed Aurelio Pace (Gm), Francesco Mollica (Udc), Nicola Benedetto e Michele Napoli. 

Redazione Consiglio Informa

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