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Rapporto Istat, Napoli: emigrazione sanitaria male endemico

17 maggio 2018, 16:29

Per il vice presidente del Consiglio regionale “occorre reagire implementando e potenziando al più presto strutture ospedaliere di eccellenza come la Breast Unit e la Stroke Unit”

(ACR) - “Nel 2016 il 23,7% dei cittadini lucani che ha avuto bisogno di cure ospedaliere ha deciso di ricoverarsi in ospedali di altre regioni, un dato quasi identico a quello dell’annualità 2001( la percentuale rilevata fu del 23,8%) a testimonianza di come il fenomeno della mobilità sanitaria in uscita sia un male endemico della nostra regione, che la governance sanitaria non è riuscita a contenere negli ultimi 15 anni”. E’ quanto dichiara in una nota il consigliere regionale Michele Napoli con riferimento alle risultanze del Rapporto ISTAT 2018 sulle diseguaglianze territoriali in materia di servizi sanitari.

“Se confrontiamo il dato ISTAT con quello del Ministero della Salute, relativo sempre all’annualità 2016 ed elaborato sulla base delle schede di dimissioni ospedaliere - spiega Napoli - ci accorgiamo che su un totale di 101126 ricoveri ospedalieri della Basilicata, ben 25123 sono in mobilità passiva, una enormità che comporta costi sociali ed economici elevatissimi per quanti sono costretti ad allontanarsi dalla propria residenza e dalle proprie attività per soddisfare esigenze di salute. L’Istituto Nazionale di Statistica individua nella carenza dei servizi e nell’assenza di strutture ospedaliere o di reparti di alta specializzazione la causa principale dei livelli elevati di mobilità in uscita, una spiegazione che trova riscontro nella bassissima percentuale di cittadini lucani( appena il 12,6%) che, secondo l’ISTAT, si dichiara soddisfatta dell’assistenza medica ospedaliera ricevuta nel luogo di residenza”.

“Si tratta purtroppo - ha concluso il Vice Presidente del Consiglio regionale - di un fenomeno negativo molto radicato, che rischia di generare disaffezione nei confronti delle istituzioni, contro il quale occorre reagire implementando e potenziando al più presto strutture ospedaliere di eccellenza come la Breast Unit e la Stroke Unit”.

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