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Napoli: “Il male oscuro della società”

11 luglio 2018, 14:11

“Va da sé che la crescita sociale ed il benessere economico della Basilicata dipendono dalla capacità di porre in essere un nuovo e più profondo rapporto tra politica e società”

(ACR) - “Le notizie di questi giorni segnano una brutta pagina della storia di questa Regione. Spetterà alla Magistratura chiarire eventuali responsabilità. Il problema da affrontare è la questione morale che affligge la nostra realtà in uno al rapporto politica-società”.

E’ il pensiero del vice presidente del Consiglio regionale, Michele Napoli.

“Domandarsi cosa sia oggi la società lucana e se ognuno di noi sta facendo fino in fondo la propria parte – dice Napoli - è il modo più corretto per superare le polemiche e superare l’immagine di una Regione nella quale l’agire quotidiano appare nutrirsi di mezzucci, raccomandazioni, favori e logiche clientelari. Sbagliano profondamente coloro i quali accomunano ad un manipolo di persone, che pare abbia posto in essere condotte delittuose e assunto comportamenti contrari ai principi etici e morali, l’intero sistema sanitario lucano, che annovera professionisti integerrimi e onesti che, quotidianamente, e con abnegazione mettono al primo posto dei loro valori la vita e gli interessi dei pazienti. Lo dobbiamo soprattutto ai giovani, i primi che esigono un cambiamento di rotta ed un futuro migliore. Va da sé che la crescita sociale ed il benessere economico della Basilicata dipendono dalla capacità di porre in essere un nuovo e più profondo rapporto tra politica e società. Che in Basilicata le classi dirigenti tendano a pratiche assistenzialiste e pratichino metodi clientelari è fuori di dubbio, cosi come l’abitudine di preferire percorsi garantiti, invece di rivendicare migliori condizioni di contesto generale. Da qui la necessità di guardare in faccia la realtà ed agire con coraggio”.

“Le chiavi di volta – sottolinea il Vice presidente del Consiglio regionale - sono il superamento di logiche perverse ed una rivoluzione culturale. Il consenso lo si deve conquistare dando prova della capacità di soddisfare l’interesse generale e non particolare, bandendo l’utilizzo assistenziale delle risorse pubbliche. Una cambio di rotta al quale devono contribuire tutte le componenti della società lucana. Spetta alla stessa produrre gli anticorpi sociali e culturali laddove le classi dirigenti mostrino il loro lato peggiore, senza dover attendere l’intervento di autorità estranee al rapporto governanti - amministrati. Solo così si potrà arginare il fenomeno dell’emigrazione dei nostri giovani migliori che negli anni hanno così inteso affermare la loro personalissima dichiarazione di indipendenza, hanno rinunziato alla rete di protezione che caratterizza la società lucana rifiutando di vivacchiare in perenne attesa del ‘posto’, del ‘favore’, del ‘permesso’. Quel che necessita è cancellare la fotografia di una Basilicata emblema di quel provincialismo indolente, che inibisce la libertà, proibisce l’affermazione di sé ed alimenta logiche perverse, nelle quali il merito, la responsabilità, le competenze e l’impegno appaiono solo meri termini sbiaditi.  E’ civile una società nella quale vengono esclusi dal recinto dei diritti coloro i quali di quei diritti sono portatori naturali? E’ per davvero civile una società nella quale si tollerano pratiche illecite o eticamente deprecabili che rendono mediocre e poco efficace un sistema sanitario rispetto alle esigenze di salute dei cittadini? Quanto la mancanza di trasparenza e di meritocrazia alimenta la fuga dagli Ospedali o è causa di cure meno appropriate per quanti sono affetti da patologie tumorali, malattie rare, disabilità e cronicità? Nella risposta il motivo per il quale la sanità lucana fa registrare un lento e progressivo regresso rispetto alla capacità di garantire sul territorio l’applicazione dei livelli essenziali di assistenza e degli standard qualitativi di molte prestazioni sanitarie”.

“Perché mai, a parità di risorse – è la riflessione di Napoli - la qualità e l’efficacia dei servizi sanitari erogati in Basilicata è inferiore a quella che si riscontra in altri contesti territoriali? E’ nella minore dotazione di capitale sociale la spiegazione. E’ questo il male profondo della Basilicata, atteso che il capitale sociale è quella grandezza intangibile che ha a che fare con il senso civico dei cittadini, con la fiducia verso gli altri, con la partecipazione alla vita democratica, con la creazione di relazioni di fiducia e solidarietà e, aggiungo, con il rispetto delle norme sociali e morali. Un male profondo si cura non seguendo la regola del ‘così fan tutti’, non ‘facendosi i fatti propri’ o ‘girandosi dall’altra parte’. Certo, sarà la Magistratura, nel rispetto dei diritti delle parti, a fare chiarezza sui fatti che sono emersi in questi giorni. Una cosa – conclude Napoli - va detta con chiarezza: nessuno spazio di azione per quanti risulteranno aver tratto vantaggio e profitto speculando sulla salute dei cittadini”.

dt

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