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Giuliano: una proposta di programma per Matera 2019

12 luglio 2018, 15:47

“E’ necessario evidenziare che la proposta riguardante la tutela dei minori sia qualificabile come attività culturale, e quindi, sia compatibile con il programma europeo denominato ‘Capitale Europea della Cultura’”

(ACR) - Il Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza, Vincenzo Giuliano, nei giorni scorsi ha inoltrato al presidente Salvatore Adduce e al direttore Paolo Verri della Fondazione Matera Basilicata 2019 una proposta di programma tesa ad attivare dei percorsi operativi sulla tutela dei diritti di bambine, bambini ed adolescenti e ad indicare nuove strategie per raggiungere la piena attuazione di quei diritti, nell’ambito della celebrazione dell’Anno Europeo della Cultura che si terrà nel 2019 a Matera.

“In primo luogo - sottolinea il Garante - è necessario evidenziare che la proposta riguardante la tutela dei minori sia qualificabile come attività culturale, e quindi, sia compatibile con il programma europeo denominato ‘Capitale Europea della Cultura’. In secondo luogo, è opportuno verificare preliminarmente che tale proposta sia compatibile ed integrabile nel Progetto di candidatura, che è stato presentato dalla Città di Matera ed approvato dal Consiglio dell’Unione Europea”.

“E’ innegabile - prosegue - che la tutela dei diritti dei minori rappresenti un’emergenza persistente per tutta la comunità regionale nell’ambito delle regioni meridionali e che tale emergenza impone che sia messa in atto ogni possibile iniziativa, che possa essere funzionale a far crescere la consapevolezza di questo immane dovere da compiere nei confronti di fanciulli e di adolescenti”.

“E’ quindi inderogabile dovere - continua Giuliano - fare della tutela dei diritti dei minori l’impegno primario di tutta la società regionale, nel contesto dell’Italia e dell’Europa; un dovere che deve rappresentare una vitale preoccupazione per la società degli adulti che voglia operare per costruire un presente e un futuro sempre migliore nella continuità tra le generazioni; un dovere che deve impegnare le Istituzioni pubbliche, di ogni ordine e grado, perché l’enunciazione di quei principi ormai universalmente riconosciuti sia pienamente e coerentemente portata ad attuazione nella nostra regione come in tutta l’Europa”.

“Il programma di iniziative - evidenzia -  intende essere rispondente ai connotati del Programma Capitale Europea della Cultura (ECoC – European Capital of Culture) e, in particolare, ai riferimenti ideali e ai principi della ‘cultura’ nella sua accezione più ampia, comprensiva della cultura intesa come acquisizione di consapevolezza socio-politica attinente la tutela dei diritti di bambine, bambini ed adolescenti; del coinvolgimento non solo dei diretti destinatari ma anche di tutte le parti private e istituzionali, portatrici di interessi e di competenze in materia; della dimensione spaziale ampliata agli scenari regionale, nazionale ed europeo”.

“La coerenza - conclude il Garante - tra la cultura intesa in senso specifico e la cultura intesa in senso proprio nel programma ECoC è chiaramente espressa nelle enunciazioni della legislazione regionale; inoltre, le iniziative proposte intendono coinvolgere tutti i soggetti privati e pubblici, i soggetti istituzionali competenti e responsabili dei servizi di educazione, cura, istruzione, formazione e assistenza dei minori compresi i minori stranieri non accompagnati, sui temi quali: La Cultura come patrimonio d’identità nella continuità delle generazioni; Le Condizioni e prospettive nel processo per la “piena attuazione” dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; Il Sistema regionale, nazionale ed europeo di servizi di educazione, cura e assistenza dei minori; I rischi di deviazione nel processo evolutivo: bullismo, cyberbulismo, violenze di genere, ecc.; La disabilità nel mondo dei minori; I Minori stranieri non accompagnati: un grave fenomeno epocale da affrontare e risolvere; Il processo educativo e formativo per l’inserimento nel mondo del lavoro”.

dt

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