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Trasporto pubblico, servizi prorogati al 30 novembre 2019

18 settembre 2018, 21:00

Via libera in Consiglio regionale al disegno di legge che prevede anche modifiche e integrazioni alle norme regionali inerenti l’Egrib e Sviluppo Basilicata Spa

(ACR) - Differito al 30 novembre 2019 il termine ultimo di scadenza dei contratti di servizio del trasporto pubblico locale relativi a nuovi affidamenti conseguenti a procedure di gara, anche comunali. Lo stabilisce un emendamento al disegno di legge che detta “Disposizioni in vari settori di intervento della Regione Basilicata”, approvato a maggioranza (con 12 voti favorevoli di Pd, Psi, Ri, Pp e Pace del Gm e 1 voto contrario dell’Udc) su proposta del consigliere Vito Giuzio (Pd). L’emendamento, che modifica la legge regionale n. 7/2014 (Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale), varia contestualmente anche le date previste per gli adempimenti relativi alla presentazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge di riforma del trasporto pubblico locale, atteso che questo non può che avvenire contestualmente e a valle dell’avvenuta definizione degli strumenti di pianificazione e dell’avvio delle gare. “La norma – si legge nella relazione - ha natura ordinamentale e pertanto non comporta oneri a carico del bilancio regionale”.

Il disegno di legge approvato dall’Aula prevede inoltre alcune modifiche alla legge regionale n.1/2016 sull’“Istituzione dell’Ente di governo per i rifiuti e le risorse idriche della Basilicata (Egrib)” e precisamente all’art.6 “Funzioni dell’Assemblea” e all’art.8 “Funzioni dell’amministratore unico”. Le modifiche intervengono dopo la relazione della Sezione regionale della Corte dei Conti in sede di parifica del rendiconto 2016 della Regione con la quale si chiedevano chiarimenti rispetto a chi espleta il così detto controllo analogo congiunto e su quali basi legislative esso si fondi. Con la rivisitazione della legge regionale istitutiva dell’Egrib si stabilisce che l’amministratore unico di Egrib è tenuto, nella redazione della proposta di bilancio e di rendiconto, a fornire tutti i ragguagli e le informazioni dirette ad evidenziare e argomentare all’assemblea (dei 131 sindaci e della Regione Basilicata) il complesso dell’attività espletata e i risultati della stessa, ivi comprese le risultanze del controllo analogo su Acquedotto lucano (unica società in house della Regione Basilicata soggetta a controllo analogo congiunto, ossia “la situazione in cui l’amministrazione esercita congiuntamente con altre amministrazioni su una società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi”). Per parte sua l’assemblea è deputata all’approvazione dei documenti contabili, così prendendo contezza e potendo monitorare i contenuti e risultati dei compiti dell’ente. In seconda battuta la Regione Basilicata, tramite gli organi di Giunta e Consiglio, nell’espletamento della propria attività di controllo sull’ente strumentale, escluso comunque l’esercizio di una duplicazione di controlli rispetto a quanto già esercitato dall’Egrib, assumerebbe invece piena cognizione anche dell’attività di controllo analogo, potrebbe assumere eventuali azioni conseguenti e comunque acquisire una più completa e omogenea contezza del funzionamento del proprio ente strumentale. Semplificando, come ha spiegato il dirigente del dipartimento Presidenza della Giunta, Vito Marsico, “la Regione Basilicata effettuerebbe in tal modo il così detto ‘controllo indiretto’”.

Con il disegno di legge approvato dal Consiglio regionale è stata inoltre modificata inoltre la legge regionale n.18/2018 (“Prima variazione al bilancio di previsione pluriennale 2018/2020”) e, precisamente, l’art.16 (“Sviluppo Basilicata Spa. Riduzione del capitale sociale”) con il quale si stabiliva, dopo l’abbandono dell’originario proposito di attribuzione alla società in house Sviluppo Basilicata Spa del ruolo di intermediario finanziario, di procedere alla necessaria riduzione del capitale sociale incamerando nel bilancio regionale parte della somma a suo tempo stanziata (5 milioni di euro), esattamente 2,5 milioni di euro, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge (20 agosto 2018) ovvero entro il 18 novembre 2018. “Detto termine – si legge nella relazione al disegno di legge – non è tecnicamente rispettabile perché non conforme alla normativa codicistica, di per sé inderogabile”. Con la modifica intervenuta, pertanto, si stabilisce di assegnare alla società il termine di 30 giorni successivi al perfezionamento dell’iter prevista dal codice civile per l’effettuazione del versamento, cioè dalla data in cui la delibera assembleare di riduzione del capitale sociale abbia acquisito per legge carattere di eseguibilità.

Nel dibattito che ha preceduto il voto sono intervenuti i consiglieri Mollica (Udc), Lacorazza e Giuzio (Pd), Galante (Ri) e l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Miranda Castelgrande.

Redazione Consiglio Informa

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