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Zone economiche speciali, sì da seconda Commissione

11 ottobre 2018, 12:10

La Regione Basilicata ha definito una proposta di istituzione di una Zes Jonica interregionale di concerto con la Regione Puglia avente come infrastruttura portuale di riferimento l’area portuale di Taranto

(ACR) - Licenziata con parere favorevole a  maggioranza (hanno votato sì i consiglieri Giuzio, Galante, Soranno, Bochicchio; astensione di Romaniello, Mollica e Leggieri) una delibera di Giunta “Zone economiche speciali (Zes) ex legge n.123/2017 – Adozione del Piano di sviluppo strategico Zes Basilicata a carattere interregionale finalizzato allo sviluppo della proposta di istituzione di una Zes Jonica interregionale di concerto con la Regione Puglia”.

Le Zone economiche speciali sono aree geograficamente delimitate e chiaramente identificate, costituite anche da ambiti non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale, e che comprenda almeno un’area portuale con le caratteristiche stabilite dal regolamento n.1315 dell’11 dicembre 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, collegata alla rete transeuropea dei trasporti. Le aziende già operative e quelle che si insedieranno nelle Zes, per l’esercizio di attività economiche ed imprenditoriali, potranno beneficiare di speciali condizioni in relazione alla natura incrementale degli investimenti e delle attività di sviluppo di impresa. La Regione Basilicata, non avendo un’area portuale, ha definito una proposta di istituzione di una Zes Jonica interregionale di concerto con la Regione Puglia avente come infrastruttura portuale di riferimento l’area portuale di Taranto.

“Ampi ed importanti settori  produttivi delle due regioni – si legge nella relazione al Piano di sviluppo strategico -  risultano storicamente ed economicamente connessi e l’istituzione delle Zes  potrà generare  una rinnovata produttività oltre che generare  nuove sinergie in grado di rilanciare l’intera  area  vasta  e  non  da  ultimo l’attività  dell’intera  area  portuale  di  Taranto, soprattutto con riferimento ai mercati internazionali caratterizzati da prospettive di crescita più ampia posizionati a Sud e ad Est dell'Europa, che dall'Africa Settentrionale passando per il Medio Oriente giungono fino all’Asia Centrale ed Orientale. In particolare si evidenzia un’integrazione di carattere economico e funzionale tra  ampi ed importanti  settori  produttivi  della regione Basilicata e della regione Puglia (salotti, meccanica, agroalimentare, ecc.) e di carattere logistico tra l’intero sistema logistico della Basilicata (SS 655 Melfi Potenza- Basentana, Matera-Bari, Sinnica-Jonica ecc.) e l’area portuale di Taranto. Le aree Zes individuate in Basilicata sono soprattutto lungo il confine Est della  regione, che è anche  la parte produttivamente più sviluppata e che ha come fulcro il Centro Intermodale di Ferrandina posizionato all'interno della tratta  ferroviaria Taranto- Pisticci- Ferrandina, ma è in grado di allungarsi fino alla vicina Matera e a Melfi in modo da razionalizzare, stabilizzare e consolidare  il sistema  produttivo dell’agricoltura e dell’industria  di un’area vasta  che va quindi dalla Puglia Centro-Meridionale alla Basilicata Orientale e Meridionale fino alla Calabria Nord-Orientale”.

“La Zes unica della Basilicata - si legge ancora nella relazione - basata su tre Poli logistici,  con un nodo nevralgico nel Centro Intermodale nell'area di Ferrandina (Pisticci) su cui graviterebbe Matera (con le aree industriali di La Martella  e Iesce) e collegata ai restanti due Poli, con Melfi e Tito ad Ovest e con Galdo di Lauria a Sud, consentirebbe all'intera regione di uscire dall'isolamento ‘logistico’ rispetto alle grandi direttrici di traffico della rete TEN­ T che lungo la dorsale adriatica e tirrenica collegano le regioni del Mezzogiorno con l’intera Europa. Il Centro Intermodale di Ferrandina costituirebbe cosi la naturale cerniera di collegamento tra i due versanti aumentando le opzioni logistiche, con riferimento sia al mercato di sbocco finale che in termini di approvvigionamenti, a disposizione delle imprese del territorio interessato. Il sistema produttivo insediato nelle aree rientrati nella superficie Zes assegnata alla Regione Basilicata, oltre ai benefici di natura fiscale previsti dalla legge 123/217, potrà usufruire di azioni agevolative messe in campo dall’amministrazione regionale e previste all’interno della strategia di sviluppo di impresa. Le azioni previste potranno avvalersi delle risorse finanziarie a valere sui Programmi Operativi Regionali (FESR, FSE, FEASR, FEAMP) e nazionali (PON Ricerca  e Innovazione, PON Istruzione, PON Imprese e Competitività, PON Governance, PON Occupazione e YEI, PON Inclusione Sociale, PON Cultura) del periodo 2014·2020, sulle risorse del Patto per la Basilicata (FSC 2014-2020) oltre che delle risorse regionali derivanti dalle royalties del petrolio”.

La Commissione ha, poi, licenziato con parere favorevole a maggioranza (hanno votato sì i consiglieri Giuzio, Galante, Soranno, Bochicchio; astensione di Romaniello, Mollica e Leggieri) una delibera di Giunta “Zone Economiche Speciali (ZES) ex legge n. 133/2017 - Finalizzazione del Piano di  sviluppo  strategico Z.E.S. Basilicata a  carattere  interregionale  e conseguente trasmissione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – ‘Ministero per il Sud’ della proposta congiunta della Regione Puglia e della Regione Basilicata della Proposta di Piano per l'istituzione di una ZES Jonica interregionale”. 

Con il provvedimento si prende atto della deliberazione della Regione Puglia “Proposta di istituzione della ZES Ionica interregionale”, si delega il Presidente della Giunta regionale, al termine dell'Iter approvativo, a trasmettere la Proposta di Piano di Sviluppo Strategico Z.E.S. ionica al Presidente del Consiglio dei Ministri e si demanda alle strutture competenti della Regione Basilicata ogni ulteriore aggiornamento o correzione del "Piano di Sviluppo Strategico Z.E.S. Basilicata a carattere interregionale" che potrà rendersi necessaria, anche a seguito delle innovazioni che saranno introdotte dal nuovo DPCM come previsto dal DL 91/2017.

Erano presenti ai lavori, oltre al presidente della Commissione, Romaniello, i consiglieri Giuzio (Pd), Bochicchio (Psi), Leggieri (M5s), Rosa (Lb-Fdi), Pace (Gm), Galante (Ri), Mollica (Udc), Soranno (Pp).






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