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Province, Romaniello: grazie al Pd democrazia va in soffitta

12 ottobre 2018, 17:31

Per il consigliere del Gruppo misto “le forze che sostengono la giunta regionale hanno perso una occasione per provare a determinare le condizioni al fini di realizzare un cambiamento nella pratica politica e sui contenuti programmatici”

(ACR) - "Quanto accaduto in quest’ultime settimane sulle candidature per il presidente della Provincia di Potenza conferma in modo inequivocabile che la modifica della legge sulla elezione fatta dal Governo a trazione Pd ha rappresentato uno scippo ai cittadini. Con la ingannevole promessa raccontata da Renzi di voler ridurre gli enti (abolizione delle Province) si è solo tolto ai cittadini il diritto di voto per scegliere i propri rappresentanti, mettendo nelle mani del ceto politico la elezione del presidente di un ente a cui si sono tagliate le risorse, lasciandogli però compiti su materie importanti quali edilizia scolastica, ambiente e viabilità. La democrazia è andata in soffitta grazie al Pd”.

E’ quanto dichiara il consigliere regionale del gruppo misto Giannino Romaniello.

“Alla Provincia di Potenza poi siamo al ridicolo. Infatti – aggiunge l’esponente di Articolo Uno Mdp -, non vi sarà competizione essendoci un solo candidato che a questo punto è già presidente non essendo previsto nemmeno un minimo di quorum dei partecipanti. Sul versante della gestione politica poi, non ne parliamo. Le forze che si richiamano al centro - centro sinistra che sostengono la giunta regionale hanno aggiunto del loro e perso una occasione per provare a determinare le condizioni al fini di realizzare un cambiamento nella pratica politica e sui contenuti programmatici al fine di coinvolgere tutti coloro che sono interessati a verificare l’esistenza di una volontà politica capace di tener conto della richiesta di cambiamento da parte dei cittadini emersa il 4 di marzo”.

“Da parte del Pd – aggiunge ancora Romaniello - si è voluto tenere fuori ‘Liberi e uguali’ salvo poi, in modo poco elegante e con un pizzico di furbizia che nulla ha a che vedere con la politica, quella con la P maiuscola, chiederle di condividere una candidatura già decisa su altri tavoli. Fermo restando che non intendiamo esprimere giudizi sulle persone, questo lo lasciamo ad altri anche perché è una pratica che non ci è mai appartenuta. Noi stiamo alla politica. Ancora una volta da parte del Pd registriamo un atteggiamento di chiusura a sinistra in linea con quanto fatto in questi cinque anni i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti i lucani. Si prosegue – conclude Romaniello - in una pratica politica di ostacolo per la costruzione di un campo largo per un’alleanza democratica, civica e progressista capace di assumere il tema della discontinuità e del cambiamento profondo di metodo, programmi e persone per difendere gli interessi dei lucani che sono prioritari rispetto al futuro dei singoli”.

Redazione Consiglio Informa

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