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Rapporto Bankitalia, Napoli: dati negativi per l’occupazione

06 novembre 2018, 14:23

Per il consigliere regionale i dati dell’indagine sull’economia sul 2017 e sul primo semestre 2018 “sono lo specchio dell’incapacità della maggioranza di governo di mettere le imprese al centro delle politiche regionali”

(ACR) - “La ripresa dell’economia in Italia è a doppia velocità, con il Centro Nord che è riuscito ad uscire dalla crisi prima e in maniera più veloce rispetto al resto del Paese, recuperando quasi per intero il livello di ricchezza perduta tra il 2007 e il 2014 e il Mezzogiorno che fa registrare una ripartenza più lenta e faticosa, con la necessità di recuperare ancora 9 punti percentuali di Pil rispetto ai valori dell’anno 2007 ”. A dichiararlo è il consigliere regionale Michele Napoli, con riferimento alla pubblicazione, da parte di Bankitalia, del tradizionale “Rapporto sull’economia delle Regioni italiane”, radiografia dello stato dell’economia del Paese nel 2017 e nel primo semestre dell’anno in corso.

“Oltre ad analizzare l’andamento dei principali indicatori economici delle diverse aree del Paese - aggiunge Napoli- il Rapporto registra anche le dinamiche economiche delle singole Regioni, con la Basilicata che fa registrare una positiva ripresa delle esportazioni (+ 15,1%) nel primo semestre dell’anno in corso, dato che inverte il brusco calo dell’export (-13,3%) fatto registrare nel corso del 2017. Tale inversione di tendenza è da ascrivere principalmente alla ripresa delle vendite del comparto automobilistico (+17,8%), che, insieme alle esportazioni di idrocarburi e di prodotti della raffinazione del petrolio (+33,2%) rappresenta oltre il 90% del valore complessivo delle esportazioni lucane ed incide in maniera rilevante sulle dinamiche del Pil regionale”.

“Purtroppo - prosegue Napoli - gli aspetti positivi per l’economia lucana si arrestano ai dati relativi all’export, perché non si rinvengono altrettante segnali di risveglio in altri settori come ad esempio le dinamiche occupazionali, stante l’immobilismo sia del tasso di occupazione fermo da molti anni al dato del 49,5% (inferiore di nove punti percentuali al dato medio nazionale), sia del tasso di disoccupazione ufficiale stabile al 12,7%, sul cui andamento reale pesa come un macigno il dato relativo all’incremento nel primo semestre 2018 delle ore di cassa integrazione guadagni(+23,1%).

“I numeri poco lusinghieri relativi all’occupazione - conclude Napoli- sono lo specchio dell’incapacità della maggioranza di governo di mettere le imprese al centro delle politiche regionali, laddove solo la maggiore produttività e competitività delle stesse è in gradi di irrobustire ed accelerare una crescita economica che la nostra regione attende da molto, troppo tempo”.

Redazione Consiglio Informa

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