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Ddl Disposizioni urgenti, Marsico illustra provvedimento

05 febbraio 2019, 14:05

Il disegno di legge è teso ad adeguare alcune disposizioni regionali alle indicazioni degli uffici governativi e di recepire le prescrizioni di leggi statali sulle materie oggetto di intervento

(ACR) - Un disegno di legge della Giunta recante “Ulteriori disposizioni urgenti in vari settori di intervento della Regione Basilicata” è stato illustrato, oggi, dal dirigente generale del Dipartimento Presidenza della Giunta, Vito Marsico ai componenti delle Commissioni consiliari riunte in seduta congiunta.

Il provvedimento, ha spiegato Marsico, è teso ad adeguare il contenuto di alcune disposizioni alle indicazioni pervenute dagli uffici governativi e di recepire le prescrizioni delle leggi statali sulle materie oggetto di intervento.

Con l’art.1 del disegno di legge si dà risconto alle osservazioni formulate dal Ministero dell’Ambiente nei riguardi della Legge regionale 16 novembre 2018, n. 35 sulle “Norme di attuazione della parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica di siti inquinati – norme in materia ambientale e della legge 27 marzo 1992, n. 257 - norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”. I rilievi hanno avuto ad oggetto in particolare l’art. 48 della legge per il quale si configurerebbe la violazione di disposizioni del Dpr 13 giugno 2017, n. 120 “Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo”. Sono stati, pertanto, abrogati i commi 2 e 3 della legge regionale che prevedevano la collocazione dei materiali inerti contenti amianto, impiegati per sottofondi stradali o per sistemazione di aree pubbliche e private, nelle cave dismesse di pietre verdi esistenti sul territorio regionale e il conferimento nelle stesse cave di materiali inerti derivanti da estrazioni in alvei fluviali e depositati nei relativi impianti sino alla data di entrata in vigore della Dgr 29 novembre 2011, n. 1743.

La disposizione correttiva introdotta con l’art. 2 si è resa necessaria al fine di evitare la impugnativa del Governo innanzi alla Corte Costituzionale della recente legge regionale n. 37/2018 recante, ad integrazione della più ampia legge regionale n.2/95, disciplina specifica delle "Misure straordinarie per contrastare l’emergenza cinghiali in Basilicata''. In particolare, con il provvedimento si specifica, tra l’altro, che gli ungulati assoggettati alle misure previste, riguardano unicamente la specie cinghiale e non anche cervidi e bovidi; si abroga il comma 4 dell’art. 3 in ordine alla disciplina del calendario venatorio annuale, relativo alle aree non vocate; si specifica che i proventi rinvenienti dall’attività di vendita delle carni oggetto di caccia selettiva, sono vincolati al ristoro dei danni alle colture agricole, alla realizzazione di interventi di prevenzione e alla gestione della specie; si elimina l’indicazione, nell’ambito della Governance, delle disciolte o estinte Comunità Montane, private di funzioni in materia; si reintroducono le competenze dell’Ispra in materia di valutazioni di efficacia dei piani di abbattimento.

L’art.3 del disegno di legge recepisce nella legislazione regionale i precetti del federalismo fiscale in tema di Irap e Addizionale all’Irpef di cui all’art. 9 del Decreto legislativo 68/2011. “In tal modo – si legge nella relazione di accompagnamento al disegno di legge – la norma consentirebbe di declinare le modalità del riversamento dei tributi in parola già in sede di rinnovo della convenzione in essere con l’Agenzia delle Entrate che è scaduta il 13 dicembre 2018, accelerando in tal modo l’attività di controllo e recupero del gettito non riversato”.

L’art. 4 del provvedimento riguarda l’adeguamento all’art. 19 del Testo unico sulle società a partecipazione pubblica (Tusp) per quanto attiene la gestione del personale delle società a controllo pubblico. L’art. 5 detta disposizioni sulla gestione dei fanghi di depurazione stabilendo, nel rispetto della normativa statale sull’ambiente, livelli di tutela più elevati all’interno della Regione Basilicata nella materia dell’uso dei fanghi da depurazione delle acque reflue di impianti civili e industriali con effetto concimante e/o ammendante e correttivo del terreno rispetto a quella di recente introdotta dall’art. 41 del D.l. n.109/2018 (disposizioni urgenti per la città di Genova). In particolare si ripristina il principio per cui i fanghi ad uso agricolo devono rispettare i limiti previsti per le matrici ambientali a cui dovranno essere assimilati. La norma viene proposta in ottemperanza al contenuto dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 17 novembre 2018.

Alla riunione congiunta delle Commissioni, oltre ai presidenti Lacorazza, Romaniello, Robortella e Giuzio, hanno partecipato i consiglieri Soranno (Pp), Galante (Ri), Pace (Gm), Bochicchio (Psi), Mollica, Perrino e Leggieri (M5s), Rosa (Lb-Fdi). 

Redazione Consiglio Informa

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