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“Protocollo Regione - Ispra - Arpab atto di sottomissione”

17 luglio 2019, 18:47

I consiglieri Polese, Cifarelli, Braia, Pittella e Trerotola criticano l’avvenuta firma sui controlli ambientali per le estrazioni petrolifere di Eni e Total senza il ministero dell’ambiente

(ACR) - “Prendiamo atto con stupore, in terza commissione, dell’avvenuta firma del protocollo d’intesa tra Regione, Ispra e Arpab sui controlli ambientali per le estrazioni petrolifere di Eni e Total, senza il ministero dell’ambiente. Ci saremmo aspettati una opposizione ferma o, perlomeno, l’apertura di un contraddittorio prima della firma, per rinnovare la collaborazione e continuare a condividere le responsabilità sulla sicurezza che gli impianti di rilevanza nazionale impongono”.

Lo affermano i consiglieri regionali del centro sinistra Mario Polese e Roberto Cifarelli (Pd), Luca Braia e Marcello Pittella (Avanti Basilicata) e Carlo Trerotola (Prospettive lucane).

“Il ministero si tira fuori il 12 giugno - proseguono - e la Regione accetta tutto silenziosamente con nuova dgr il 19 giugno, rigettando la sua stessa dgr del 17 maggio che prevedeva l’accordo. Chiediamo pertanto, all’assessore Rosa, che tanta trasparenza e coinvolgimento nazionale evocava solo qualche mese dai banchi dell’opposizione, e al governo regionale, di riaprire immediatamente l’interlocuzione e di richiamare il governo nazionale, che da questo territorio prende, per ripristinare i termini dell’accordo stesso, propedeutico al Masterplan e di farlo prima della ratifica delle convenzioni, citate dall’assessore stesso. Non è cosa indolore passare da un Accordo Quadro con garanzia di terzietà ed efficienza da parte del ministero dell’ambiente, oltre che protagonismo attivo nelle attività di controllo, a un semplice protocollo di intesa triennale, che fino al 2021 si riduce a una collaborazione tecnica di Ispra e Arpab, senza il supporto politico-istituzionale del governo nazionale. Il tutto senza che la Regione Basilicata prenda posizione”.

“Lo riteniamo gravissimo – aggiungono - e avremmo dovuto fare di tutto per evitarlo. Lo stesso ministro cinquestelle Costa venne in Basilicata, pochi mesi fa, per promettere garanzia e attenzione alla questione ambientale, dicendo che avrebbe sbloccato l’accordo quadro (la cui validità si estendeva fino a giugno 2018) dopo le europee e le regionali. Abbiamo constato, oggi, quale fosse il suo vero obiettivo. L’amministrazione regionale precedente, accogliendo la sollecitazione generale anche dell’allora opposizione, affrontò invece la questione ambientale e la complessa relazione di convivenza con il petrolio. Il ministero fu chiamato a integrare le attività di controllo di Arpab e Ispra come elemento terzo e per la responsabilità che per incidenza e importanza ha la produzione dell’80 per cento del petrolio nazionale da parte della Basilicata, dalla quale evidentemente è facile riscuotere ma non dare”.

“Il capo di Gabinetto del ministero ambiente liquida la questione – dicono Polese, Cifarelli, Braia, Pittella e Trerotola - rispondendo a Ispra e non alla Regione, che delibera e ripropone l’accordo di programma che prevedeva un ‘tavolo di coordinamento’, in cui il ministero era componente fondamentale di garanzia per i cittadini e le cittadine lucane. Si vanifica in meno di una settimana sia il tavolo di coordinamento che il soggetto responsabile, che era il presidente della Regione. Il livello di massima attenzione ambientale, sempre prestato in questi accordi, si abbassa a pura questione tecnica in cui il ministero non vuole partecipare, lasciando la Basilicata a dover ottemperare da sola ai controlli ambientali”.

“E’ un atto pressoché di sottomissione che riteniamo - concludono i consiglieri - non dovessimo proprio accettare, senza prima chiedere al ministero anche altre interlocuzioni. Diverse comunicazioni erano state effettuate dal precedente assessore all’ambiente che, a questo punto comprendiamo perché, non hanno avuto alcuna risposta dalla controparte ministeriale che si è quindi rivelata essere sorda, fallace e inconsistente. A nostro avviso, si stanno materializzando i timori palesati in campagna elettorale: la relazione petrolio ambiente per il centro destra è tutt’altro che a tutela dei diritti dei cittadini e della salute pubblica”.

lc

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