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Riforma Titolo V, Consiglio regionale approva risoluzione

08 aprile 2014, 16:10

Con il documento si dà pieno mandato al presidente della Giunta regionale perché si faccia portavoce con i vertici istituzionali dello Stato di quanto emerso nel dibattito in particolare in relazione alla materia ambientale

(ACR) - Il Consiglio regionale della Basilicata, riunitosi in contemporanea con gli altri Consigli regionali il 2 aprile scorso per discutere della riforma del Titolo V della Costituzione al termine del dibattito, conclusosi oggi, ha approvato a maggioranza (con la sola astensione del M5s) un documento proposto da tutti i capigruppo tranne quello del Movimento 5 stelle con il quale “sì dà mandato al Presidente della Giunta, perché si faccia portavoce con i vertici istituzionali dello Stato di quanto emerso nel corso del Consiglio regionale della Basilicata dedicato al tema delle riforme costituzionali, in particolare in relazione alla materia ambientale, determinante in questa regione e contenuta nel DDL di riforma del Titolo V”.

“Un dibattito intenso e ricco di spunti – si legge nel documento -, dal quale è emersa una complessiva condivisione sulla necessità di una riforma che tenga in debita considerazione le posizioni emerse. Il Consiglio regionale ritiene che la riforma costituzionale non può prescindere da una revisione profonda del Titolo V della Costituzione che definisca, una volta per tutte, le competenze precise dei vari organi dello Stato, senza dannose sovrapposizioni, per offrire nuove opportunità di sviluppo e di investimento in un quadro definito di fabbisogni, costi standard e strumenti di perequazione; ritiene, quanto alla proposta di riforma del Senato, che essa debba essere organica ad un assetto istituzionale che tenga conto delle esigenze di maggiore efficienza, di maggiore governabilità e anche delle istanze di riduzione dei costi della politica; ritiene, inoltre, necessario il rafforzamento della cooperazione interregionale mantenendo invariati i confini amministrativi; ritiene necessario, nell’ipotesi in cui la materia energetica sia attribuita allo Stato, che l’attività estrattiva non risponda a meri automatismi, bensì a un nuovo negoziato che definisca parametri di sostenibilità ambientale, sanitaria, sociale ed economica, previa discussione in Consiglio regionale; ritiene altresì, sulla scorta della consolidata giurisprudenza in tema di individuazione delle materie di competenza dei diversi livelli di governo, di mantenere tra quelle concorrenti l’ambiente ed il governo del territorio”.
  

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