mercoledì, 1 apr 2026 16:29
Nomine ASP, Cifarelli: "Basta logiche politiche nella sanità"
01 aprile 2026, 11:36
Il Consigliere regionale: "Servono stabilità, trasparenza e responsabilità condivisa. Rivolgo un appello all’Assessore alla Salute affinché si apra una fase nuova, fondata sul confronto con tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione"
(ACR) -
Il Consigliere regionale e Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Roberto Cifarelli, interviene in merito alla recente deliberazione del Direttore Generale dell’ASP di Potenza relativa alla nomina del nuovo Direttore Sanitario. "Ritengo doveroso, innanzitutto, rivolgere un sentito ringraziamento a Luigi D’Angola per il lavoro svolto in questi anni alla guida della Direzione Sanitaria dell’ASP di Potenza, caratterizzato da serietà, competenza e senso delle istituzioni. Allo stesso tempo, non posso non esprimere forti perplessità rispetto alla scelta di procedere a una sostituzione in corso d’opera. Auguro buon lavoro a Valentina Solfrini, ma l’adozione di logiche riconducibili allo spoil system, soprattutto a distanza di due anni dall’insediamento della seconda Giunta Bardi, non solo appare inopportuna, ma si pone in evidente tensione con un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato".
"La più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione - prosegue Cifarelli - ha infatti chiarito in modo netto che è da considerarsi nulla qualsiasi clausola, anche contrattuale, che preveda lo scioglimento automatico dell’incarico di Direttore sanitario in occasione della nomina di un nuovo Direttore generale, ribadendo che tali incarichi, pur fiduciari, non sono soggetti a logiche di cessazione automatica o discrezionale, ma devono rispettare una durata minima e possono essere interrotti solo in presenza di una giusta causa adeguatamente motivata. La stessa giurisprudenza evidenzia, inoltre, come i meccanismi di revoca automatica o di decadenza non correlati a una valutazione oggettiva dei risultati conseguiti violino i principi costituzionali di buon andamento e continuità dell’azione amministrativa, sanciti dall’articolo 97 della Costituzione, introducendo elementi di discontinuità gestionale e sottraendo ogni garanzia procedimentale al dirigente interessato. La stessa deliberazione evidenzia come la nomina si inserisca in un quadro normativo che assegna al Direttore Generale tali prerogative, ma ciò non esaurisce il tema della opportunità politica e amministrativa delle scelte adottate, specie in un settore delicato come quello sanitario".
"Dopo sette anni di governo regionale - afferma il consigliere regionale - è evidente che il centrodestra non è ancora riuscito a garantire quella stabilità necessaria al sistema sanitario lucano. I continui avvicendamenti ai vertici, dai direttori generali del Dipartimento Salute, fino ai direttori sanitari e amministrativi delle aziende, passando anche per fasi di commissariamento, non hanno prodotto i risultati attesi. I dati parlano chiaro: il disavanzo sanitario, che formalmente si attesta intorno ai 60 milioni di euro, supera nella realtà gli 80 milioni; la mobilità passiva continua a gravare per circa 80 milioni di euro annui; le liste di attesa restano tra le principali criticità per i cittadini, nonostante gli sforzi messi in campo. In questo contesto, è indispensabile superare definitivamente logiche di appartenenza politica nelle nomine e restituire centralità a criteri di merito, competenza e continuità amministrativa".
"Per queste ragioni - conclude il Presidente della seconda Commissione consiliare - rivolgo un appello all’Assessore regionale alla Salute affinché si apra una fase nuova, fondata sul dialogo e sul confronto con tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Le sfide che attendono la sanità lucana sono complesse e richiedono scelte coraggiose e condivise. Diversamente, il rischio concreto è quello di un ulteriore peggioramento delle condizioni del sistema sanitario regionale, le cui responsabilità ricadranno inevitabilmente su chi oggi governa".
